Festività
di Sant’Antonio de su Fogu.
La festa è organizzata dalle Confraternite di “Santa
Rughe” (VEDI),
“su Rosariu” e “su Segnore” alle quali si uniscono altri
gruppi spontanei “Sotzios” per adempiere una promessa o
semplicemente per divertirsi.
I preparativi iniziano
nel mese di dicembre con l’individuazione e il taglio de “Sas
Tuvas” (grossi
alberi cavi ), della legna da far bruciare assieme a queste e il
trasporto nel prato antistante il Nuraghe Sa Jua (VEDI).
Questa operazione è una festa nella festa in quanto è l’occasione
per ritrovarsi assieme, preparare “Sas Tuvas” e mangiare, bere
e cantare.
Fino a qualche decennio fa il taglio delle “tuvas” veniva
fatto con sole asce e scuri e il trasporto con i carri trainati
dai buoi; per questi motivi i preparativi iniziavano anche nel
mese di novembre perché in dicembre, se il tempo era brutto, si
rischiava di non poter accedere in campagna con i carri. Ora, con
le motoseghe e i trattori, tutto è diventato più semplice.
La mattina del 16 gennaio i membri delle Confraternite e dei “Sotzios”
si ritrovano al Nuraghe Sa Jua e caricano sas tuvas e la
legna sui rimorchi dei trattori e di qualche autocarro. Si rimane
nel prato del Nuraghe fino alle 13 circa, mangiando, bevendo
e cantando. Il corteo parte subito dopo le 13 (VEDI)
per arrivare alla Chiesetta di San Gavino dopo qualche ora. Si
impiega tanto tempo
per percorrere un chilometro e mezzo, perché è
usanza fermarsi e offrire a tutte le persone che si incontrano
qualche bicchiere di buon vino.
Solo nel 2004 sas tuvas sono state bruciate in Via San Gavino ,
per motivi di sicurezza, interrompendo un’usanza secolare che è
quella di depositare e bruciare sas tuvas nello spazio, per questo
predisposto, davanti alla Chiesa di San Gavino. Ogni tuva
viene, nella parte cava, riempita di arbusti e legna fine in modo
che possa prendere fuoco facilmente. Verso le ore 17 tutte le
tuvas sono accese e prima che inizi il Vespro di S. Antonio
vengono benedette dal Parroco (VEDI).
Fino a tarda sera le tuvas sono circondate di gente. I
responsabili delle confraternite e dei Sotzios controllano che
brucino regolarmente e continuano a offrire e offrirsi del buon
vino.
La cena inizia verso le 21. Ogni gruppo ha predisposto un locale
dove mangiare (generalmente maialetto da latte arrostito) e
gustare “SA TZIRICAS” e “SA PANADA o SU TUREDDU”
che sono dolci tipici costituiti da un impasto di vino cotto,
mandorle, noci, uva passa e farina cotti nel forno.
E’ usanza dopo cena andare a visitare gli altri gruppi e
ricevere le visite di questi.
La festa “de sas tuvas” termina qualche ora prima dell’alba
quando quasi tutti, dopo questa grande faticata, rientrano
a casa lasciando “sas tuvas” che bruciano ancora.
Il 17 gennaio, giorno della festa di Sant’Antonio, si
celebra la messa alle ore 11 in onore del Santo sempre nella
Chiesa di San Gavino. La statua di Sant’Antonio (VEDI),
viene portata in processione prima della Messa.
La festa di S. Antonio segna l’inizio del Carnevale. La domenica
successiva al 17 di gennaio, infatti, escono le prime maschere e
iniziano i balli a “su Carruzu”.
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